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Manager a lezione di Shakespeare
Shakespeare sbarca nelle aziende per addestrare i manager a comunicare. L’iniziativa, maturata dopo 20 anni di ricerca, è firmata da Maria Stefanache, regista teatrale e docente di «gestione della comunicazione». «Ne vado orgogliosa», afferma alla vigilia della presentazione di un suo libro sul tema. «Quando ho lavorato per la prima volta in un’azienda italiana, mi sono resa conto che i manager comunicavano commettendo molti errori: nell’ascolto, nell’accogliere le opinioni altrui, nell’attenzione "condivisa", che deve coinvolgere tutto l’ambiente di lavoro, nella mancanza di attenzione ai dettagli, nell’eccessivo protagonismo».
«Perché proprio Shakespeare?» «Perché è maestro del silenzio e non solo del messaggio verbale. È geometrico e matematico nella sua dinamicità scenica». I manager, che si «trasformano» in Amleto, apprezzano molto il fatto di confrontarsi con un classico: si divertono e correggono alcuni errori attraverso il gioco teatrale.
Le manager - invece - apprezzano il ruolo di Ofelia. Per tutti, il training viene suddiviso in due fasi. Il primo impatto mira a togliere la parola e a far diventare il manager «attore» in un contesto estraneo a quello della sua quotidianità. Il secondo giorno, si lavora sulle richieste specifiche dei dirigenti. Si acquisiscono così alcuni elementi fondamentali per la propria attività: coscienza di sé; credibilità, empatia e onestà; visione da leader.
Giuliana Gagliardi
18 novembre 2011 | 12:32
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